11
Set
09

clemenza

c’è ancora posto per la clemenza

nelle nostre pieghe interne?

siamo capaci di sorridere

a chi ci mostra un ghigno 

che è semplice  solitudine?

sono pronta a dimenticare

il coltello che mi ha lacerata,

la lingua che ha esposto il mio nome,

l’occhio che ha creduto di vedere?

mi piacerebbe alzarmi di mattina presto

e sentirmi chiedere “come stai?”.

mi piacerebbe che ogni cane randagio

avesse cibo per l’inverno

e un posto dove stare

e che una mano gli venisse tesa

non per colpire

ma per accarezzare.

                                       [e.m. 2008]


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