Quel taglio di verde
E tu che sorridevi
Un disordine allegro
E un gattino morente
Lì sull’ultima scala.
C’erano lunghi sguardi
E odori e sudori.
Ed un vestito a righe
A pulire gli umori.
(e.m.)
Quel taglio di verde
E tu che sorridevi
Un disordine allegro
E un gattino morente
Lì sull’ultima scala.
C’erano lunghi sguardi
E odori e sudori.
Ed un vestito a righe
A pulire gli umori.
(e.m.)
Molto bella.Perfette “dissolvenze incrociate”, a ricosatruire, per frammenti, la dolce e crudele bellezza del vivere, alla maniera dei lirici greci.Complimenti, Elda. Ho scoperto il tuo blog, ho letto a ritroso le ultime cinque pagine, e v’ho scovato molte interessantissime riflessioni, appunti, considerazioni (condivido perfettamente la tua lettura di Jane Austen, tra l’altro). Provo a linkarti, per seguirti più spesso.A presto.
SDA
salvatore, ti ringrazio molto per le tue belle osservazioni. in effetti sto trascurando molto il blog e la poesia, non credo molto nelle mie capacità di scrittura in versi. tu mi hai incoraggiata a riprendere. grazie ancora!
elda
Credici! Scava, scava, che sei archeologa!
Ecco, Elda, stasera voglio salutarti con queste bellissime poesie di Livia Candiani, che è capace di dedicare un libro intero di poesie ai morti e alla morte ,con una intensità, dolcezza e familiarità che mi incanta davvero; mi fa pensare alle antiche feste dei morti, al loro convivere con i vivi ; sì, mi fanno pensare alla tua bellissima poesia di archeologa che ha familiarità con quel che resta della morte. Buona serata, e un meritato ristoro.
SDA
*
Non alla terra
né al volo delle foglie
somigliano i morti
in autunno
ma al dolce
fallire dell’estate.
*
Bevendo il tè con i morti
c’è sempre uno
che sottilmente tace
non un silenzio esangue
ma un narrare interdetto
che non vuole
nell’ascolto pace.
*
La barca dei morti
che non sanno dove andare
si ferma al tappeto dei tuoi pensieri
alla fontana dei ricordi
a levarsi gli abbracci
prima delle nuvole
in cui anonimi scomparire.
*