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Ago
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Le mie dita

051

 

Le mie dita sapienti 

hanno smosso la terra,

per intere stagioni

hanno frugato tra femori e teschi.

Non temono la morte,

quotidiana frequentazione

quieta amicizia,

la guardano con compassione,

la prendono, la riportano in vita

con leggera mestizia.

                                                                    (e.m.)


2 Risposte a “Le mie dita”


  1. 1 Arminio
    Agosto 9, 2009 alle 3:23 pm

    cara elda,
    come ho già scritto su cp la tua poesia è molto bella. sapevo di tanti tuoi talenti, ma non ti immaginavo così brava a fare versi. qui hai ottenuto il massimo risultato con pochi mezzi. penso che tanti tuoi colleghi archeologi si riconosceranno in quello che scrivi. ti abbraccio

  2. 2 eldarin
    Agosto 10, 2009 alle 1:38 pm

    i miei colleghi archeologi sanno molto meglio di me quanto sia naturale e consueta la frequentazione della morte. non era per loro, già esperti, la mia “poesia”, era per me, una sorta di memorandum, per non dimenticare chi sono.
    grazie franco
    e’


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