04
Ago
09

Archiloco, frammento 184*

elda e albe4

“Con una mano recava acqua,

tessendo inganni, e con l’altra fuoco”

Questo frammento è stato, per secoli, erroneamente interpretato come un emblema poetico della contraddittorietà delle donne, poi, i più recenti studi hanno ipotizzato che Archiloco stesse invece parlando di una favola e di una scimmia.

Io non sono una filologa, ma la differenza, a mio avviso, è minima se si guarda bene. Perché la contraddittorietà dovrebbe essere un disvalore e la coerenza un valore? Sono valorosi coloro che, accortisi di un errore, perseguono nell’errore stesso? Sono eroici? Credo di no.

Allora ben vengano le donne, o le scimmie che recano acqua e fuoco, che smuovono le vite, che le stravolgono, che non hanno timore di mostrarsi savie e folli al tempo stesso, che cambiano idea se vedono che il mondo, la vita, non va nella direzione che desideravano, se lo splendore che era nascosto, per venire fuori, ha bisogno di gesti forti, di immani fatiche e di subitanee rese.

ben vengano i pazzi, che non conoscono il limite, che camminano sul margine, sempre in bilico, sempre in pericolo di cadere; ben vengano coloro che sanno dire ciò che sentono, che non si nascondono del tutto, che trovano il tempo, anche quando il tempo non c’è, che si mettono in gioco e che hanno paura di giocare.

se in tutto ciò c’è innocenza, che sia la benvenuta, se c’è inganno, che lo si sveli e lo si affronti, smontandolo con la purezza che possono avere solo un animale selvatico o un bambino.

il re è nudo! viva il re!


2 Risposte a “Archiloco, frammento 184*”


  1. 1 armin
    Agosto 4, 2009 alle 6:48 pm

    cara elda,
    bello il frammento e bellissimo il tuo commento.
    nella mia vita mi sono sempre stupito di come nella mia testa si mischiava acqua e fuoco, lucidità e incertezza, coraggio e paura. adesso, negli ultimi anni, ho preso alcune movenze più accorte, più commerciali, ma sono le pose mie più goffe. io sono nei miei gesti quando agli alri appaio folle, sconsiderato. per anni e anni non ho calcolato niente e avanzavo verso le donne e gli uomini facendo richieste che apparivano assurde. forse sentivano che portavo acqua e fuoco nello stesso tempo.
    dovresti scrivere più spesso su questo blog e su comuntà provvisoria. hai tanto da insegnare.

  2. 2 eldarin
    Agosto 8, 2009 alle 3:06 pm

    caro franco,
    grazie per quello che scrivi, come puoi vedere, sono pochi i commenti ai miei post, perché sono pochi quelli che decido di approvare. questo tuo mi è sembrato vero,centrato rispetto a ciò che volevo dire io.
    ho messo una mia poesia sul blog della cp e su questo, niente di che, ma, se hai tempo, dimmi cosa ne pensi.non ho velleità poetiche,solo volevo comunicare il rapporto con la morte per chi, come me, l’ha frequentata e la frequenta da anni.
    grazie
    e’


Lascia un commento