
l’intensità della vita, in alcuni suoi momenti, è impressionante.
tutto accade come se dovesse accadere, con un suo disordine logico, in una sorta di euforia emotiva che non ammette difese, ostacoli o indietreggiamenti.
e non parlo solo dei momenti di gioia pura che possono scaturire dal costruire insieme agli altri qualcosa, ma anche dei momenti in cui ci si ferma ad ascoltare se stessi, stupendosi del fatto che, finalmente, iniziamo ad accettarci per come siamo, senza giustificazioni, senza recriminare.
in questi giorni ho attraversato e sono stata attraversata da sorrisi aperti sul mondo, da ascolti veramente attenti, ho ricevuto e donato attenzione, ho espresso me stessa ed ho permesso agli altri di conoscermi, senza nascondermi dietro una durezza che non mi appartiene, non mi appartiene più.
non c’è nulla da cui difendersi, io non avverto pericoli in questo mondo, se è il mondo che ho avuto la fortuna di incontrare, popolato com’è da esseri leggeri, che entrano in punta di piedi, che sanno accogliere l’altro nella sua diversità.
forse tutta questa apertura, questo ottimismo lasceranno di nuovo il posto allo sconforto, ma va bene così, ora e quì io sono in pace.
le paure, per il momento, sono rinviate a data da destinarsi, quando arriveranno, le accoglierò sorridendo, come una parte necessaria di questo percorso.
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