24
Apr
09

Il tempo di andare.

fiori

Questa terra è malata, è marcia.

Sento tutto intorno, ogni giorno, questo terribile tanfo, frutto di anni ed anni di corruzione, di favoritismi, di “conoscenze”.

I migliori sono tutti andati via.

Chi è rimasto si è adeguato, prima, e poi ha finito col diventare fango egli stesso.

Non c’è che desiderio di potere e strane macchinazioni per raggiungere un minimo di prestigio che possa permetterti di ottenere il rispetto altrui.

Perché l’unica forma di rispetto che quì puoi ottenere è quella che ti deriva dalla gestione di un potere, anche piccolo piccolo.

E’ straziante vedere questa corsa affannosa verso il nulla in cui tutti, più o meno, sono impegnati; non riesco a stare in questo meccanismo, non voglio.Non voglio svegliarmi, tra dieci anni e scoprire che la mia vita è stata questa, non voglio assistere a questo saccheggio autorizzato del nostro territorio in nome di falsi ideali di progresso, non voglio stringere mani sfuggenti e sentirmi sempre più estranea, più arrabbiata.

Io me ne vado, ho deciso, è deciso.

Qualsiasi altro posto non sarà peggiore di questo.


3 Risposte a “Il tempo di andare.”


  1. 1 Nicola
    Maggio 6, 2009 alle 5:33 pm

    Non pensare che gli altri posti siano migliori di questo. E’ l’essere umano che è marcio. In ogni caso in bocca al lupo dovunque andrai. Un bacio.

  2. 2 vittorio
    Giugno 13, 2009 alle 3:41 pm

    Proprio stamattina (alba) ad occhi sbarrati contro il soffitto pensavo -per cose mie altre- a quello che c’era qui già scritto (e io non lo sapevo). Non lo sapevo perchè non sapevo del blog. Adesso lo so e son contento, è stata una bella, per quanto pericolosa, avventura. Da fango io stesso, dico che la differenza irrimediabile (ma forse no) consiste nel fatto che dopo trent’anni mi sono svegliato ed ho scoperto “che la mia vita è stata questo”.

  3. 3 mercuzio
    Giugno 14, 2009 alle 6:35 pm

    ” quid voles? Hic est ….est Ulubris (grotta,cairano,desenzano ecc.) …nisi deficias animo aequo…” Orazio
    Cert le citazioni anche se colte trovano il tempo che trovano.Bello il tuo scritto per la sincerità nell’esprimere tutti i grumi di un sentimento di disaffezione , di rifiuto verso una terra che ogni tanto promuove anche umanità,intelligenza e generosità. Io ho sentito ancora adoloscente queste tue lacerate e doloranti sensazioni e sono …scappato incompreso ma fiducioso nella possibilità di un mio più equilibrato vivere consapevole .Il mio vantaggio è stato di non rincorrere miraggi,miti o utopie astratti e palingenetici anche se me li sono trovati belli e confezionati sulla strada (‘68 e giu di lì) e non sempre con esiti gioiosi e positivi.Ora in tarda età ho preso ,forse,la giusta distanza dalle cose e dalle persone e respiro bene nella mia terra di Irpinia evitando come mi suggeriva saggiamente mia madre ,”Li fessi e li matte” perchè mi diceva ” lu fesse te sfesse e lu matte t’accire!”.Leggo volentieri il tuo blog :bello.colto e sopratutto sensibile ed autentico.
    ….a Cairano
    mauro orlando


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