Archivio per Aprile 2009

24
Apr
09

Il tempo di andare.

fiori

Questa terra è malata, è marcia.

Sento tutto intorno, ogni giorno, questo terribile tanfo, frutto di anni ed anni di corruzione, di favoritismi, di “conoscenze”.

I migliori sono tutti andati via.

Chi è rimasto si è adeguato, prima, e poi ha finito col diventare fango egli stesso.

Non c’è che desiderio di potere e strane macchinazioni per raggiungere un minimo di prestigio che possa permetterti di ottenere il rispetto altrui.

Perché l’unica forma di rispetto che quì puoi ottenere è quella che ti deriva dalla gestione di un potere, anche piccolo piccolo.

E’ straziante vedere questa corsa affannosa verso il nulla in cui tutti, più o meno, sono impegnati; non riesco a stare in questo meccanismo, non voglio.Non voglio svegliarmi, tra dieci anni e scoprire che la mia vita è stata questa, non voglio assistere a questo saccheggio autorizzato del nostro territorio in nome di falsi ideali di progresso, non voglio stringere mani sfuggenti e sentirmi sempre più estranea, più arrabbiata.

Io me ne vado, ho deciso, è deciso.

Qualsiasi altro posto non sarà peggiore di questo.

21
Apr
09

Invisible Monsters

invisible monsters

“Sono solo quello che sembro.La verità.Il mio futuro.Solo normale realtà. E mi tiro via i veli, gli scampoli, la mussola, il pizzo e li lascio perché Shane li trovi ai suoi piedi.

Non ne ho bisogno in questo momento, o in un altro, o in un altro, mai più”

(Chuck Palahniuk, Invisible monsters, p.226)

All’improvviso tutto mi appare così semplice e lineare, senza aggrovigliamenti. Tutto, ma proprio tutto, nella sua fittizia complessità, è come se avesse ripreso una forma distinta, netta, con la sua bella linea di contorno a segnarne i limiti.

I limiti, sì, e chi non ne ha? Siamo esseri umani, più o meno sensibili, più o meno interessanti, ma siamo tutti fallibili. Siamo il frutto di un caso, niente di più.

Le giornate trascorrono, a volte trascolorando, altre volte accendendosi di vivacissime tinte, e se Shannon Mac Farland può accettare di mostrarsi per come è, senza un pezzo di mascella, senza metà della sua faccia, rinunciando a nascondersi dietro i veli creati dalla regina Brandy Alexander per lei, se può camminare nel mondo anche come un mostro invisibile, se può vivere nella nuova forma che si è autonomamente scelta, allora possiamo farlo anche noi, anch’io.

Palahniuk è un genio e questo non è che un romanzo, ma, paradossalmente, io mi sento proprio come Shannon.Non c’è spazio per le finzioni, non ne ho più dentro di me da tempo. E’ solo che non me ne ero resa conto.

“Quello di cui ho bisogno è una storia nuova. Scrivere la mia propria storia.

Flash.

Dammi verità”.

05
Apr
09

Da quassù

andretta

oggi ho letto un commento nel quale, non si sa perché, venivo citata, così, senza un motivo, senza una ragione, senza un filo logico che mi collegasse al discorso.

è imbarazzante sentirsi tirare per il bavero, quando l’unica aspirazione è quella di starsene tranquilli con le proprie passioni ed il proprio lavoro(per fortuna, nel mio caso, le due cose coincidono…).

come mi piacerebbe se questo qualcuno potesse acquietarsi un pò e dimenticarsi della mia esistenza.

chissà, forse leggerà questo mio post e si renderà conto del disagio che mi provoca, credo, involontariamente.

in ogni caso, da quassù, il panorama era splendido qualche giorno fa.