
Questa terra è malata, è marcia.
Sento tutto intorno, ogni giorno, questo terribile tanfo, frutto di anni ed anni di corruzione, di favoritismi, di “conoscenze”.
I migliori sono tutti andati via.
Chi è rimasto si è adeguato, prima, e poi ha finito col diventare fango egli stesso.
Non c’è che desiderio di potere e strane macchinazioni per raggiungere un minimo di prestigio che possa permetterti di ottenere il rispetto altrui.
Perché l’unica forma di rispetto che quì puoi ottenere è quella che ti deriva dalla gestione di un potere, anche piccolo piccolo.
E’ straziante vedere questa corsa affannosa verso il nulla in cui tutti, più o meno, sono impegnati; non riesco a stare in questo meccanismo, non voglio.Non voglio svegliarmi, tra dieci anni e scoprire che la mia vita è stata questa, non voglio assistere a questo saccheggio autorizzato del nostro territorio in nome di falsi ideali di progresso, non voglio stringere mani sfuggenti e sentirmi sempre più estranea, più arrabbiata.
Io me ne vado, ho deciso, è deciso.
Qualsiasi altro posto non sarà peggiore di questo.


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