Archivio per Novembre 2008

30
Nov
08

Ric(hi)ami

abusimbel1

(brutto titolo, molto kitch, ma lo lascio ugualmente.)

Richiami.

è incredibile, quando proprio stai per saltare il fosso, ecco che questa terra ti richiama a sé, prepotentemente.

stavolta il richiamo è stato forte, impossibile da non ascoltare; adesso la situazione si complica:andare o restare sono effettivamente due differenti possibilità, due vite possibili e diverse.

una cosa è certa:un viaggio, un viaggio “vero”.

la meta sarà, per forza di cose, un posto lontano da orribili villaggi, pseudocivilizzazioni e deliri di onnipotenza edificatrice (modello torre di Babele), lontano da tutti i non-luoghi di augeriana memoria.

un posto dell’anima, dove le persone sorridono e gli spazi sono immensi e vuoti.

 Ricami.

sì perché, più trascorro la vita,e più mi diverto a leggere gli altrui codici di attraversamento ed i relativi ricami che lasciano dietro di sé.

quello che non ti uccide ti fortifica,diceva mio nonno quando ero piccola, impedendo, da buon medico, alle nostre mamme di imbacuccarci contro il freddo e curandoci quasi sempre senza antibiotici.

è vero,ti fortifica e ti rende anche molto più comprensiva e lucida, sempre più lucida e più distaccata. comprendere troppo in fondo gli altri è una condanna alla quale, certe volte, bisogna sapersi sottrarre, se non si vuole perdere di vista se stessi.

così c’è chi, affondato il coltello, non è più capace di estrarlo, e continua a procurarsi ferite, c’è chi si imprigiona nelle sue stesse ragnatele, volendole credere catene infrangibili, c’è chi vive con leggerezza ma, volando, deve sapersi guardare dai cacciatori, c’è chi da’ un nome a tutto, e non conosce ancora il suo, c’è chi si mostra fragile perché la solitudine lo terrorizza, e c’è chi,dietro un’apparente forza,è più debole di un fuscello di erba appena nato.

ma questo è solo il principio del catalogo…

ognuno di noi lascia una traccia di sé, dei suoi molti modi di stare al mondo.è interessante indovinare queste tracce, provare a seguirle, e confrontarle con le proprie, trovando vere similitudini o profonde differenze.

ancora non so dire a quale categoria appartenga io, e se sia in una di quelle elencate prima, ma certo è che ogni giorno mi scopro più forte, ed ogni giorno, ogni singolo giorno, guardo fuori e mi aspetto il sole, hieme et vere.

sorrido.

p.s. perché Abu Simbel?perché quello è un posto dove sei costretta ad alzare la testa se vuoi davvero vedere.

26
Nov
08

The Atrocities

scansione0006“Can you see the light at the end of the dark passageway?”

                                                     (Antony and the Johnsons)

Un volo su un bimotore in Amazzonia. Il senso della propria, assoluta, vacuità.Il rumore della lamiera dell’aereo. L’emozione e, insieme, l’incantamento, la fascinazione.

Certe volte c’è chi ci prova a farti sentire una nullità, a controllarti, a catalogarti.

Ma che ne sa di quando tu eri lassù e, davvero, ti sentivi un niente, un pezzettino di carne e ossa e muscoli con il respiro mozzato ed il cuore a mille?

Quello sì che era un tentativo riuscito!

Ricordo un mio amico che aveva deciso di vivere a molti chilometri da quì (e, credo, ci viva ancora e, spero, felicemente).

Quando tornava, mi abbracciava sorridendo e mi diceva, guardandomi fisso negli occhi:”ma quand’è che ti decidi ad andartene? che ci fai in mezzo a questo deserto?la vita, la tua vita, merita di essere vissuta altrove e al meglio.” Io mi divincolavo e mi sottraevo al suo sguardo e protestavo, quasi offesa, elencandogli le infinite possibilità che la mia terra avrebbe potuto offrirmi. E ci credevo, allora ancora ci credevo.

Adesso mi rendo conto di quanto avesse ragione lui e di come, forse, non sia tardi per decidere il grande salto.

Ma ci sto pensando.Quello che ho visto -e che sto vedendo ancora- mi convince che, per salvarsi, bisogna andarsene. Finché si è in tempo.

C’è una possibilità, in passato ne ho rifiutate altre, in nome del mio  cieco ed ostinato attaccamento a questa terra di mezzo.

Questa no, questa la voglio valutare.

Perché io, nonostante tutto, sono sempre rimasta quella che stava lassù, su quel bimotore, col cuore a mille, e gli occhi spalancati e curiosi sul mondo e le gambe che mi tremavano, e un gran sorriso sul volto, e la mente aperta.

Ed è così che voglio continuare ad attraversare il mondo e la mia parte di vita.

Perché non si possa credere di “avermi vista” mentre si sbircia da una serratura che non ha, e non avrà mai,una chiave.

“Ci sono più cose in cielo di quante non ne spieghi la tua filosofia, Orazio…”(c’è bisogno che dica di chi è?).

I fantasmi e le ossessioni mi annoiano, meglio la pazzia di Amleto, di gran lunga più sana e vitale di tante, presunte e agghiaccianti, normalità.

[Com'era? Ah, sì: "Specchio, specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?"]

Per inciso, io ho sempre preferito la strega cattiva a Biancaneve, vuoi mettere l’allure delle sue sopracciglia inarcate rispetto a quelle guanciotte paffute?

Statevi bene,Amici miei, come diceva mia nonna da parte di padre.

Statevi bene.

@fefé: adesso nn mi mettere il muso.

17
Nov
08

per una archeologia delle emozioni.

scansione0036

una ziggurat nella foresta pluviale.

un viaggio oltre se stessi, i propri egoismi.

sorrisi, incontri e parole in libertà.

un amico che ritorna dopo anni.

il calore dell’accoglienza e della condivisione.

per un’archeologia dei sentimenti.

16
Nov
08

labor limae

è un periodo di iperlavoro.

vorrei scrivere di gadda, di archeologia, di spettacoli belli da andare a vedere, di viaggi, di chiacchierate, di amicizia, di nefandezze e di …delitti….!

vorrei partecipare alle riunioni, andare ai cortei ed alle manifestazioni.

invece non riesco nemmeno ad alzare la testa dai reperti, dai libri e dal pc.

se la alzo, ecco che un nuovo impegno di lavoro mi si presenta, inesorabile.

lo so, lo so, non mi dovrei lamentare. e non mi lamento.

ma sono tre anni, dico tre, che non prendo fiato.

prima o poi scoppierò.

e ve lo racconterò.

p.s. a proposito, mi viene in mente che oggi, 16 novembre, è il compleanno di daniela. Auguri! E scusami se ancora non mi sono fatta viva, giuro che, appena riemergo, ti chiamo.

09
Nov
08

spolia

rapisardi

analizzavo stasera, per un articolo, questo quadro di Rapisardi, pittore che nn ho mai amato e verso il quale ho sempre nutrito un certo snobbistico disprezzo filomodernista.

devo ammettere che mi sbagliavo e che questa immagine ha in sé molto di inquietante e di poco rassicurante, al di là della apparente bellezza del volto.

soprattutto quel confondersi del nero dei capelli e del marronne materico dello sfondo, come a voler sottolineare che la vera essenza di noi stessi sta dietro l’immagine che riflettiamo nello specchio, e che, spesso, è torbida, frammentaria, combattuta, impopolare.

capossela venerdì ha salutato il pubblico al principio del concerto con una splendida definizione: ci ha chiamati “lupi rancorosi”. sempre pronti ad azzannarci, a puntare alla gola di chi è più esposto, più indifeso, eppure così capaci, al tempo stesso, di gesti generosi e di calore, spaventati dal buio, ma incuriositi dall’oscurità.

nn so se l’irpinia sia davvero, come dicono franco e vinicio, una terra con una sua precisa identità, se questa uguaglianza di volti nasconda anche una similitudine interiore, stratificata, concreta.

non lo so davvero. ma so che ognuno di noi, ciascuno di noi, è dietro di sé e non nello specchio che ha di fronte.

vabbe’, torno al mio articolo.

il lupo sono io.

05
Nov
08

o schiele?

schielea volte munch, a volte schiele, a volte caravaggio, a volte cezanne: questo è il bello della pittura.

questo me lo ha mandato raffaella, dice che le ricorda me, ma, d’altra parte, io le avevo inviato uno splendido, e decadentemente lezioso, waterhouse…

ieri si è discusso a lungo sull’essenzialità e la bellezza della linea di contorno, ma tutti, in verità, avevamo ancora negli occhi Hopper e nella testa Fitzgerald.

pensavo che è bello avervi, amici miei,così accoglienti e leggeri insieme, così veri ed innocenti, così puri, così liberi.

ci aspettano altre visioni e tante discussioni.

ci sentiamo per vinicio venerdì.

p.s. questo schiele mi ha inquietata un pò,anche se devo ammettere che è splendido. aprirei una discussione, che ne dici, raf?

03
Nov
08

Munch

Un quadro di Munch, una donna di Munch. A me è subito venuta in mente questa.

Anche se questa, per Munch, è la Madonna.

02
Nov
08

Fuori dal fango

 

 

 

 

 

 

Quando il fango in cui si è stati trascinati nostro malgrado si lava via con un potente getto d’acqua fredda, allora si ritorna puliti, perché puliti si era, e si è sempre stati.

Ingenui e puliti, con gli occhi spalancati sul mondo, curiosi e mai stanchi, mai indifferenti, qualche volta tristi, qualche volta sorridenti.

Così si sorride comprensivi di fronte ai luoghi comuni.

Perché solo noi sappiamo cosa abbiamo dentro e solo noi,se vogliamo, possiamo raccontarlo agli altri.E la riconoscenza, il candore, l’empatia,l’onestà sono doni che vanno sempre ricambiati a tempo debito.

Perché solo alcuni sanno “vedere” al di là della maschera e comprendono bene che la vita è più complessa di quell’insieme di nomi con i quali tentiamo di rassicurarci catalogandone gli eventi e le persone.

Il resto è il resto di niente.

Grazie a quelli che “vedono” oltre, il mondo sarebbe davvero grigio senza i loro occhiali colorati!