(brutto titolo, molto kitch, ma lo lascio ugualmente.)
Richiami.
è incredibile, quando proprio stai per saltare il fosso, ecco che questa terra ti richiama a sé, prepotentemente.
stavolta il richiamo è stato forte, impossibile da non ascoltare; adesso la situazione si complica:andare o restare sono effettivamente due differenti possibilità, due vite possibili e diverse.
una cosa è certa:un viaggio, un viaggio “vero”.
la meta sarà, per forza di cose, un posto lontano da orribili villaggi, pseudocivilizzazioni e deliri di onnipotenza edificatrice (modello torre di Babele), lontano da tutti i non-luoghi di augeriana memoria.
un posto dell’anima, dove le persone sorridono e gli spazi sono immensi e vuoti.
Ricami.
sì perché, più trascorro la vita,e più mi diverto a leggere gli altrui codici di attraversamento ed i relativi ricami che lasciano dietro di sé.
quello che non ti uccide ti fortifica,diceva mio nonno quando ero piccola, impedendo, da buon medico, alle nostre mamme di imbacuccarci contro il freddo e curandoci quasi sempre senza antibiotici.
è vero,ti fortifica e ti rende anche molto più comprensiva e lucida, sempre più lucida e più distaccata. comprendere troppo in fondo gli altri è una condanna alla quale, certe volte, bisogna sapersi sottrarre, se non si vuole perdere di vista se stessi.
così c’è chi, affondato il coltello, non è più capace di estrarlo, e continua a procurarsi ferite, c’è chi si imprigiona nelle sue stesse ragnatele, volendole credere catene infrangibili, c’è chi vive con leggerezza ma, volando, deve sapersi guardare dai cacciatori, c’è chi da’ un nome a tutto, e non conosce ancora il suo, c’è chi si mostra fragile perché la solitudine lo terrorizza, e c’è chi,dietro un’apparente forza,è più debole di un fuscello di erba appena nato.
ma questo è solo il principio del catalogo…
ognuno di noi lascia una traccia di sé, dei suoi molti modi di stare al mondo.è interessante indovinare queste tracce, provare a seguirle, e confrontarle con le proprie, trovando vere similitudini o profonde differenze.
ancora non so dire a quale categoria appartenga io, e se sia in una di quelle elencate prima, ma certo è che ogni giorno mi scopro più forte, ed ogni giorno, ogni singolo giorno, guardo fuori e mi aspetto il sole, hieme et vere.
sorrido.
p.s. perché Abu Simbel?perché quello è un posto dove sei costretta ad alzare la testa se vuoi davvero vedere.







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