Archivio per Luglio 2008

20
Lug
08

Tormento ed estasi

                                                         

                                                                                                                                                                   

Per motivi che comprenderete, questa volta, dovrò essere vaga.

Perdonatemi sin d’ora.

La ricerca è passione, questo è fuor di dubbio, e, quindi, spesso, anche sacrificio e tormento, qualche volta frustrazione, molte volte estasi.

I linguaggi burocratici, i tecnicismi, i tempi elefantiaci della macchina amministrativa, le sue palesi contraddizioni,fanno di tutto per sminuire, per cancellare, per ironizzare.

Così, un giorno scopri archi, volte, pozzi e , il giorno dopo, vieni aggredita, con livore, quasi con rabbia, da chi considera tutto questo un semplice fastidio, un ostacolo per i propri, bassissimi, fini.

In altura ho trovato entusiasmo ed affetto e curiosità. Ho visto i bambini affacciarsi incuriositi sullo scavo, gli anziani chiedere notizie, gli scettici piegarsi all’evidenza delle scoperte, i giovani entusiasmarsi ed offrirsi come volontari.

Ho ri-conosciuto quel modo di sentire gli altri che,pur nei suoi limiti (e chi non ne ha?) , spinge molti di noi a continuare a resistere, a non mollare (Angela, lo vedi?).

A valle, nella nebbiosa valle che non guarda più alle montagne ma che si accartoccia nei suoi complessi di inferiorità filocostieri, coltivando lo stupido sogno di poter essere ciò che non sarà mai, ho visto, ancora una volta, la cecità, la supponenza, la boria,opposta alla disponibilità, alla freschezza dell’entusiasmo, alla volontà di “fare”.

Volevo chiedervi di starmi vicino in questo momento, in questa domenica di dubbi, di perplessità, di incertezze.

Volevo chiedervi di dirmi di restare, di aspettare, di continuare a ri-cercare.

Volevo chiedervi di sostenermi in questa strada che porta alla terra, e che dalla terra nasce e che nella terra trova la sua profonda ragione d’essere.

Ecco, questo è il Threnos domenicale, ma anche ciò che  mi permetto di chiedere a voi, amici della cp.

Venitemi a trovare, venite a vedere cosa la nostra terra può regalare, e, se potete,fatemi sentire la vostra forza, perché, oggi,la tentazione di andarmene è tornata.

Prepotente.

@franco

grazie,punto.

07
Lug
08

C’è una foto

C’è una foto

in cui guardi altrove

e sei vestita di bianco.

Ancora non sai le dieci gravidanze

gli otto figli

gli sguardi cupi

i silenzi

le fritture della domenica.

                                                  

Ancora non ti vesti

di abiti di jersey

 a fiori viola

Non c’è intorno a te

l’odore del chiuso

e la tua poltrona

vicino alla finestra

a suggerirti la vita.

 E i chili in più

ed i capelli

che portavi lunghissimi e neri,

tagliati corti

come una monaca in penitenza.

Ci sei tu

col tuo profilo austero

ed il tuo abito bianco.

05
Lug
08

il passo del gambero

 

 

 

 

 

 

 

 

si procede a passo di gambero

ma le nasse sono fatte apposta

per questo camminare all’indietro

con la paura di cadere

di perdersi.

così si finisce intrappolati.

che stupidi che siamo!

millenni di strada

per diventare così piccoli.

non mangio i gamberi

da tempo

li osservo sul fondo

nascondersi ad ogni minimo indizio di pericolo.

è nella loro natura

non, forse, nella nostra.

e.m.

03
Lug
08

Ciò che viene a fiorire e a morire

Non mi lamento, non imploro, non piango,
Tutto passerà come il fumo dai bianchi meli;
Preda all’oro dell’appassire,
La mia giovinezza, lascerò.

E tu toccato dal freddo, o mio cuore,
Come ora più non batterai;
E il paese di betulle d’indiana
A camminare scalzo più non mi tenterà:

Anima vagabonda! Sempre più di rado
Tu agiti la fiamma delle labbra.
Mia perduta freschezza, furia
Degli occhi, pieni dei sensi!

Sono oggi più avaro di desideri, mia vita?
O ti ho soltanto sognata?
Sembra che in un sonante
Mattino di primavera
Io abbia cavalcato sopra un roseo cavallo.

Lento cola dagli aceri il rame delle foglie…
Sia dunque in eterno benedetto
Ciò che viene a fiorire e a morire.

(Esenin)

03
Lug
08

Occhi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

i miei cani, quando rientro, mi corrono incontro e mi fanno festa e riconoscono gli amici che vengono a trovarmi.

agata mi porta tutti i suoi giochi

bimba torna ferma al suo posto come una statua e mi guarda, dolcissima.

due giorni  lontana da loro.

adesso so già che c’è chi mi sbatterà in faccia ben altri sentimenti, ben altri motivi di gioia.

ma io, quando guardo i miei cani correre liberi su in montagna, mi sento felice come loro.

senza “se” e senza “ma”

semplici, essenziali, primitivi.

e li invidio.

un pò.