Archivio per Marzo 2008

22
Mar
08

Un nero periodo.

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è davvero un nero periodo, questo che mi trascino dietro. fatto di nostalgie, di desideri inespressi, soffocati. la sicurezza che dovrebbe trasmettere la quotidianità dei gesti, non mi allieta. sono come soffocata dal dolore altrui, di un cane che muore da solo, in silenzio, ai margini della strada con le gambe spezzate da un camion in corsa, di piccole forme di vita che non resistono alla violenza dei giorni nostri, dei monaci buddisti che, silenziosamente, subiscono  i colpi  , come “gazzelle nelle fauci di una tigre. ma la tigre mangia una volta al mese, ed uccide per vivere, per nutrire i suoi cuccioli.guardo a terra, e mi sento meglio, per un istante, se riesco a raddrizzare uno stercorario che si è capovolto sulla sua corazza e disperatamente muove le zampette. sento le poiane in montagna che rispondono ai nostri richiami, e sento i loro cuccioli che le aspettano, e non posso fare a meno di chiedermi se torneranno.incrocio lo sguardo di esseri feriti, la di là dello schermo e chino di nuovo la testa, per la vergogna.osservo la pioggia che trascina via buste di plastica e guardo i nostri rifiuti che volano in alto e si impigliano nei rami delle acacie, dei castagni, e, più su, dei faggi. la natura grida sommessamente, si lamenta, forse, piange. questo dolore, quello della carne di innocenti ( agnelli o bambini che siano) sacrificata in questi giorni, sulle tavole o per le strade del nostro cosiddetto mondo civilizzato, mi sopraffà.dovrei dire “Auguri”, ma non ci riesco, perché la bocca si deforma in una smorfia che mi dice il dolore, e non la gioia.

vi abbraccio tutti.

22
Mar
08

Pietas!

Poiché vista con altri occhi

era una pietosa storia.

La mia romantica natura

dov’è?

E l’universo incantato

dalle attese

deluse

di salvifiche scene?

Una sola pietosa storia

sarà mai servita

a distrarre il mio

nume

avverso?

Una sola pietosa

storia.

16
Mar
08

Ripensamenti

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12
Mar
08

Ah! Le piramidi…

hpim0306.jpg  Ah! Le piramidi…

09
Mar
08

certe donne,

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certe donne sanno come farti sentire un’estranea, casomai sbattendoti in faccia la loro attivissima vita sociale e mai, ma proprio mai, interessandosi a ciò che fai tu.

certe donne sono inutilmente crudeli.

certe donne non parlano mai di libri, di politica, di musica , di certo non con te.

e tu stai lì, a guardarle mentre si aggrovigliano su loro stesse.le guardi stupita e cerchi, all’inizio, di trovare un varco nella rete, uno strappo, per entrare.

perché vorresti parlare davvero, almeno per una volta, con loro.

poi, però, finisce sempre che ti arrendi chiedendoti: perché?

e non sai darti una risposta.

ieri era l’otto marzo.

i miei auguri li voglio mandare a queste donne.

08
Mar
08

Quando si parla di archeologia…

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accade sempre che arrivi qualcuno a bacchettarti, casomai facendoti notare che dovresti concentrarti sui problemi presenti e sulle loro possibili soluzioni, piuttosto che perderti in sterili-se pur interessanti ( e qui cito)- studi sul passato.

qualcun altro, invece, si fa prendere dal demone del campanilismo ( come diceva qualcuno: il campanilismo è l’ultimo rifugio dei cretini), e ti propone inverosimili individuazioni di luoghi, di città, di eventi.

poi c’è quello che fa finta di nulla, forse perché spaventato o oppresso dal peso di un passato che non vuole conoscere, e che elegantemente glissa su ogni minimo accenno.

in definitiva, solo qualcuno riesce ad arrivare al punto del tuo timido tentativo di riflessione.

e il punto è che tu non volevi che invitare ad un’archeologia della conoscenza, una ricerca della percezione di sé, un filo rosso teso per attraversare, in tutte le direzioni, la nostra terra di mezzo, senza limiti, senza selezioni, senza pregiudizi.

la”cultura materiale” di un territorio è anche la sua archeologia, il suo presente e, in parte , il suo futuro.

ho troppo spesso la sensazione che non si sappia più ascoltare.

questo, credo, sia il vero problema del nostro tempo e della nostra terra.

08
Mar
08

Una festa per le donne?

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oggi una ragazzina è scoppiata a piangere durante un dibattito sui diritti delle donne.

mi ha sussurrato che suo padre “è troppo possessivo” e che le impedisce di uscire.

l’ho tranquillizzata, ma, dentro, ho sentito quel vecchio nodo allo stomaco.

quello stesso che provavo, da adolescente, passando davanti a branchi di uomini, sempre pronti a sghignazzare tra loro vomitandoti addosso commenti volgari.

quello stesso che provo pensando a questa nuova campagna contro l’aborto ( o per la vita, come la chiamano loro).

il controllo del corpo femminile, la gestione di esso, è sempre stato un cruccio fondamentale nella mente maschile.

non c’è verso di svincolarci da tutto questo, anche adesso, che certi pensieri, certi comportamenti, certi diritti sembravano acquisiti.

non ho mai festeggiato l’otto marzo, ma, oggi, mi sento di farlo, in nome di una libertà che non può esserci concessa, ma che è nostra.

07
Mar
08

In cerca di tracce

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E’ vero, lo ammetto, sono in continua ricerca di tracce. Non riesco a passeggiare senza guardarmi intorno, non posso passare davanti ad una nuova ( o vecchia) cava senza chiedermi: è ancora aperta? come mai?

Non riesco a guardare questa terra senza pensare a cosa avrebbe potuto essere senza gli scempi della 219, senza gli enormi casermoni in aperta campagna abitati solo al piano terra ( se no, poi, la casa si sporca), freddi e vuoti.

Non posso non inorridire accorgendomi che un altro piccolo spazio verde è stato occupato dall’ennesimo palazzone tirato su in meno di un mese(sic!)

Non me la sento di credere a chi continua a parlare di infrastrutture, di sviluppo edilizio, di strade, strade e strade.

Questo profilo di donna del IV secolo è un pò come me, attonita, fissa, immobile, zittita da quello che ho intorno.

Non c’è speranza, per nessuno di noi che restiamo ancora qua.

07
Mar
08

Hello world!

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